Festa di San Rocco

Immagina strade avvolte da luci tremolanti, come stelle cadute a illuminare il cammino, mentre nell’aria si diffonde il profumo intenso di basilico fresco e pane caldo, appena sfornato, che racconta storie di mani laboriose e di tradizioni antiche. Dal cuore del paese si leva un coro, una voce collettiva che risuona come un eco di secoli, un canto che attraversa il tempo e unisce ogni anima presente in un abbraccio di fede e speranza.

La folla si muove lenta, come un fiume sacro che scorre con passo deciso, guidata dall’amore per un santo che ha vegliato su Butera per generazioni, proteggendo, confortando, accompagnando i suoi figli nei momenti più bui e nelle gioie più grandi.

La Festa di San Rocco non è semplicemente una celebrazione religiosa: è un’immersione profonda nell’anima stessa di Butera, un’esperienza che travolge tutti i sensi. Qui la storia si fa palpabile, la spiritualità diventa tangibile e l’allegria esplode in un trionfo di colori, canti e sorrisi sinceri.

Vivere la festa è lasciarsi trasportare da una magia senza tempo, dove ogni passo, ogni sguardo, ogni preghiera diventa parte di un racconto che ti avvolge e ti trasforma..

Storia ed Origine della Festa

Il culto di San Rocco a Butera affonda le sue radici nella storia antica della famiglia Branciforti, principi che scelsero questo santo come protettore del loro popolo. Nel 1683, San Rocco venne ufficialmente proclamato Patrono di Butera, un legame indissolubile che da allora ha scandito la vita e il cuore della comunità.

Ogni anno, il 16 di agosto, il paese si prepara a vivere una festa di fede e tradizione che si estende ben oltre quel giorno, un rito collettivo che si costruisce per più di un mese, con un novenario solenne e partecipato, in cui le voci dei fedeli si uniscono in preghiera e attesa.

Il battito della festa esplode la sera del 15 agosto, quando, avvolta in una teca d’oro finemente lavorata, la reliquia di San Rocco lascia la Chiesa Madre per essere trasportata nella chiesa a lui dedicata. Un corteo di luci, canti e silenzi percorre piazza San Rocco e le vie del paese, accompagnato dalle autorità e dal clero, ma soprattutto dal popolo che rende omaggio con il cuore colmo di devozione.

Durante quella notte magica, da ogni angolo della Sicilia giungono devoti a piedi, in auto o con ogni mezzo possibile, portando con sé storie di grazie ricevute e speranze ardenti. Qui, davanti a San Rocco, si confessano, si abbandonano al sacramento, e si nutrono dell’Eucaristia, rinnovando un legame di fede che travalica il tempo.

Il mattino del 16 agosto è un trionfo di fede e di emozioni: il simulacro del santo patrono attraversa le strade, sospinto da una folla che vibra di entusiasmo e gratitudine. La processione si ferma più volte, per raccogliere voti e benedire i bambini, che davanti a San Rocco si spogliano simbolicamente, affidandosi alla sua protezione con una purezza che commuove.

La festa si chiude il 23 agosto, con l’ottava, quando l’ultima processione ricorda che, anche se i festeggiamenti volgono al termine, la presenza di San Rocco resta viva, palpabile, nei cuori di ogni buterese.

Vivere la Festa di San Rocco a Butera significa immergersi in un’atmosfera dove la storia, la fede e la comunità si fondono in un’unica, intensa esperienza di luce, speranza e amore.

Programma degli Eventi

I festeggiamenti non sono solo un evento di un giorno, ma un pellegrinaggio collettivo nel tempo. Già un mese prima del 16 agosto, la città si prepara con un solenne novenario: nove giorni di preghiere, riflessioni e canti dedicati al Santo, animati dalla partecipazione di fedeli di ogni età. Un periodo in cui le vie risuonano di voci unite nella devozione, mentre le case si adornano di fiori e lumi in attesa della festa.

La vigilia della festa, il 15 agosto, si apre con “lu jocu di lu surpintazzu” (un antico rito popolare dal nome evocativo, legato a tradizioni locali). Al calar del sole, Butera si trasforma in un teatro sacro:

  • La Processione della Reliquia: Con partecipazione commossa, le autorità civili e religiose guidano il corteo dalla Piazza San Rocco alla Chiesa Madre. Qui, la reliquia del Santo – custodita in una preziosa teca dorata – viene trasferita con reverenza al Santuario a lui dedicato, accompagnata dal canto dei Vespri.
  • Pellegrini in Cammino: Durante la notte, giungono a Butera devoti da tutta la Sicilia. Sono uomini, donne e bambini che affidano a San Rocco preghiere, gratitudine o richieste di grazie, pronti a confessarsi e ricevere i sacramenti in attesa dell’alba.

All’alba del 16 agosto, il suono delle campane annuncia l’apice dei festeggiamenti:

  • Le Messe Solenni: La comunità si riunisce nel Santuario per celebrare l’Eucaristia, momento di unione tra fede e tradizione. La prima messa è alle 5 del mattino, seguono la messe delle ore 6, 7 e l’ultima messa alle ore 8.
  • La Processione: Alle ore 10 il simulacro di San Rocco viene spinto dai fedeli e avanza lentamente per le vie della città. La processione è un susseguirsi di emozioni, tra cui “Le Fermate Devozionali” per cui il Santo si ferma per accogliere i bambini che, spogliati dei vestiti, vengono simbolicamente posti sotto la sua protezione e la folla in Preghiera tra preghiere e grida di “Viva San Rocco!”. Il pomeriggio, dopo aver percorso il paese, rientra nella sua chiesa partendo dalla Chiesa Madrea.

I festeggiamenti non terminano il 16 agosto, ma si concludono solennemente il 23 agosto con la processione dell’Ottava. Questa seconda processione, più intima ma non meno sentita, segna il commiato dal Santo. È un momento in cui la comunità rinnova simbolicamente il patto di fede stretto nel 1683, promettendo: “Fino all’anno prossimo, San Rocco, saremo qui ad onorarti.”

Tradizioni Uniche

Tra i riti che rendono la Festa di San Rocco a Butera un’esperienza indelebile nel cuore, si celano gesti antichi e profondi, tramandati con cura di generazione in generazione. Tra questi, uno dei momenti più intensi e commoventi è la presentazione dei bambini al Santo durante la processione: i piccoli, con la tenerezza di un dono sacro, vengono delicatamente spogliati dei loro vestiti e sollevati davanti al simulacro, un atto di totale affidamento alla protezione di San Rocco. È un gesto che parla di innocenza offerta al cielo, di vite consegnate alla cura di chi veglia da secoli con amore e misericordia.

Altro simbolo potente è la “bara” del Santo, adornata con mazzi di basilico fresco: non un semplice ornamento, ma un richiamo al profumo vivo della purificazione e della benedizione. In Sicilia, il basilico è erba sacra, portatrice di speranza e rinascita, e in questa festa diventa il profumo tangibile della carità che San Rocco ha seminato in vita, un soffio che ancora oggi avvolge la comunità.

La festa culmina in un’esplosione di luce e suoni che riempie l’aria di magia. Al rientro del Santo nel Santuario, fuochi d’artificio incendiano la notte, disegnando colori vibranti sulla facciata antica della chiesa. È un tributo gioioso, un connubio perfetto tra sacro e popolare, che unisce la comunità in un unico, potente grido: “Viva San Rocco!”

Quel grido risuona tra le case secolari, attraversa le strade come un abbraccio collettivo, un’eco di speranza e fede che vibra nel cuore di ogni buterese e di chiunque abbia vissuto, anche solo per un attimo, la magia di questa festa senza tempo.

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